Dipendenza – Addiction disorder

Le dipendenze sono le nuove prigioni di cui l’uomo è schiavo” Papa Francesco

Con il termine dipendenza si fa riferimento ad un’alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diviene un’eccessiva ricerca del piacere attraverso mezzi, sostanze o comportamenti che sfociano nella patologia.

Le modalità con cui si originano gli Addiction Disorders seguono lo stesso copione: l’individuo esagera con un comportamento, generalmente piacevole, fino alla perdita di controllo, ovvero l’abusoContinuando a ripetere il comportamento in modo continuo e costante nel tempo, si crea la dipendenza.

Si passa dunque da un uso controllato e limitato, ad un uso improprio ed eccessivo, fino alla totale perdita di controllo tipica dell’abuso prolungato.

Alle tradizionali dipendenze da sostanze, ormai sempre più evolute, se ne affiancano di nuove, meno conosciute e più subdole: tecnologiche, sessuali, ludiche, sociali, estetiche, professionali ecc.

L’illusione di esercitare un controllo consapevole sul comportamento piacevole fa accrescere il bisogno, e più questo viene appagato, più il desiderio aumenta e l’esigenza di soddisfarlo diviene irresistibile, seguendo un perverso circolo vizioso sempre più alienante per coloro che ne sono vittime.

 

Dipendenza da sostanze:

  • ALCOL
  • DROGHE
  • FUMO

 

 

Internet Addiction Disorder (IAD) – Disturbi legati all’abuso di internet:

  • Information Overloading Addiction – Dipendenza da sovraccarico di informazioni: ricerca compulsiva di informazioni in rete fino al sovraccarico cognitivo. La persona trascorre intere giornate alla ricerca di informazioni sul web, in quanto la ricerca è l’unico modo per placare il desiderio di impossessarsi del maggior numero possibile di contenuti. La soddisfazione temporanea è ben presto adombrata dal sovraccarico emotivo che porta all’incapacità di elaborare i dati raccolti, creando così un senso di vuoto che viene sedato esclusivamente dal desiderio e l’atto di cercare ulteriori informazioni.

 

  • Cyberchondria: si alimenta in virtù di una tentata soluzione tipica messa in atto da chi soffre di ipocondria per fronteggiare la paura derivante dalla convinzione di avere una grave malattia, ossia la ricerca di informazioni in rete nel tentativo di riconoscere segni o sintomi riconducibili alla presenza di una o più malattie. La ricerca di informazioni lì per lì rassicura in quanto solleva dall’ansia, ma al contempo alimenta nuove domande e dubbi trascinando la persona nella spirale dell’ossessione.

 

  • Shopping Compulsivo on-line: desiderio compulsivo di fare acquisti, concretizzato e facilitato dal mezzo tecnologico. Le persone con la “mania delle spese” inizialmente comprano per il piacere che si ricava da un nuovo acquisto e il piacere di possedere; in seguito, la smania si manifesta con uno stato di tensione crescente che trasforma il desiderio di comprare in impulso irrefrenabile. L’eccitazione iniziale e la sensazione di benessere viene in seguito sostituita da senso di colpa, vergogna e vuoto interiore.

 

  •  Gambling on-line (gioco d’azzardo in rete) e Betting on-line (scommesse in rete): il gioco d’azzardo viene considerato un’opportunità per cambiare la propria situazione economica; il giocatore sfida la fortuna, ricerca il brivido del rischio, le vincite occasionali creano l’illusione del “guadagno facile” e fungono da rinforzo intermittente, nonostante le cifre perse sono sempre superiori rispetto alle piccole vincite. Si innesca dunque un circolo vizioso nel quale la persona tenta di rimediare al denaro perso giocando ancora, e il gioco diviene illusoriamente l’unica soluzione possibile di riscatto rispetto a ciò che è stato perso.

 

  • Trading on-line (giocare in borsa): più sofisticato rispetto al semplice gioco d’azzardo, diviene in breve una trappola più subdola e pericolosa in quanto rispetto a quest’ultimo, in cui c’è il senso di colpa, il trader ha l’illusione che il successo dipenda esclusivamente dalla sua abilità, astuzia, competenze apprese e strategie utilizzate. Paura ed eccitazione lo conducono spesso a perdere il controllo razionale e agire d’impulso, risucchiato dalla spirale del possibile guadagno e il timore di perdere l’occasione proficua.

 

  • Cybersex Addiction (dipendenza da cybersesso o sesso virtuale): ricerca compulsiva di materiale pornografico, frequentazione di chat room inerenti al sesso, ricerca di partner sessuali virtuali, condivisione anonima di fantasie sessuali atipiche ecc.

  • Sexting: invio e ricezione di messaggi sessualmente espliciti, foto o video di corpi nudi o seminudi.

 

  • Dipendenza da relazioni virtuali

 

  • Dipendenza da chat/ social network

 

  • Internet Gaming Disorder – Dipendenza da videogame e giochi on-line: uso ricorrente e persistente di internet per giocare, spesso insieme ad altre persone collegate, che porta ad un disagio clinicamente significativo caratterizzato da: pensieri ossessivi volti all’attività di gioco, irritabilità, ansia o tristezza se impossibilitati a giocare, incapacità di esercitare volontà e controllo sull’attività,  annullamento di interessi, allontanamento dalle relazioni sociali, fino alla compromissione e al progressivo isolamento. Nei casi più estremi possono arrivare a trascorrere fino 20 ore consecutive difronte allo schermo di gioco.

 

  • Dipendenza da smartphone

 

  • Disturbo dipendente da Selfie: la persona è ossessionata dalla mania di autofotografarsi a prescindere dal luogo e dalla presenza di eventuali impedimenti o pericoli. spesso è alimentata dall’ossessione per l’estetica e i difetti fisici, che vengono ritoccati con programmi di photo editor alla ricerca dello scatto perfetto da mostrare.

 

  • Autolesionismo condiviso in rete: immagini o video di comportamenti autolesionistici vengono inviati o condivisi su siti e social network.

 

  • Workaholic o Work Addiction – Dipendenza dal lavoro: fa riferimento a persone che sentono la necessità di lavorare continuamente, divenendo schiave della loro occupazione e arrivando a privarsi quasi totalmente del tempo libero. Lavorano in maniera eccessiva e per un tempo prolungato anche quando non c’è un reale bisogno, ma piuttosto per appagare una sensazione interna. L’attività lavorativa domina i pensieri, influisce pesantemente sull’umore e crea spesso conflitti relazionali con le persone più vicine.