Una storiella narra di un mulo che ogni giorno percorreva lo stesso tragitto per raggiungere una baita in montagna con in groppa un carico di legna. Una mattina, sul sentiero, il mulo si imbatté sul tronco di un albero che era stato abbattuto da un fulmine la sera prima, ostruendo il suo passaggio abituale. Anziché fermarsi e aggirare l’ostacolo, il mulo tentò di farsi strada assestando una bella testata al tronco. Non ottenendo alcun risultato, il mulo si intestardì ancora di più, battendo testate sempre più forti, prendendo via via una rincorsa maggiore e, testata dopo testata, potete immaginare quale sia il finale della storia, tutt’altro che a lieto fine!

A volte, per dei limiti personali, oppure per “economizzare sulle risorse mentali”, tendiamo a mettere in atto delle tentate soluzioni ridondanti, ovvero dei tentativi di risoluzione che in passato si sono rivelati efficaci, ma che nel presente non funzionano perché le circostanze sono cambiate e anche noi non siamo più gli stessi di allora! Ma siccome un tempo hanno funzionato, continuiamo imperterriti a voler risolvere il problema con la stessa modalità. Già, non sempre la costanza premia!